Cremona Nel 2018, al Pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore, i codici bianchi sono diminuiti. Per quanto siano ancora più di settemila in un anno, il 14% del totale, se ne contano ben 1.700 in meno. E a conti fatti si tratta ancora di 21 persone al giorno che, dopo la visita, risultano arrivate al Pronto soccorso per errore. Dovevano essere informate meglio, recarsi in un ambulatorio o anche dal medico di base, senza mischiarsi con i casi urgenti, rischiando di aspettare per lunghe ore. E’ una delle battaglie condotte ormai da vent’anni dalla Regione e dalla direzione di largo Priori, quella dell’appropriatezza delle cure, portando ogni paziente nel luogo di cura adatto, una battaglia che a Cremona ha assunto però aspetti paradossali, considerato il bisogno di cura e di assistenza diffuso tra la popolazione e la carenza di personale medico e infermieristico. Il Piano delle Performance del 2019, approvato pochi giorni fa dalla direzione, dimostra da diversi punti di vista il cambiamento in corso: i ricoveri, in generale, diminuiscono, pur restando 52 al giorno nel presidio di Cremona, compreso il presidio di Soresina, e calano di poco gli ingressi in day hospital, così come i sub-acuti, mentre cresce leggermente la durata della degenza, che supera in media gli 8 giorni. E’ un altro effetto della regola dell’appropriatezza, che fa sì che il ricovero riguardi solamente i casi più gravi, per far crescere i dati delle prestazioni ambulatoriali. La chiusura del ponte di Casalmaggiore ha frenato non poco l’attività ospedaliera, che ormai è segnata dalla concorrenza fra le Regioni e le stesse strutture sanitarie. Infatti a Cremona si registra una netta riduzione, fino al 15% in meno, dei pazienti provenienti da fuori provincia e da fuori regione. L’attrattività dell’ospedale Maggiore, come anche del presidio Oglio, verso i non cremonesi e i non lombardi  rimane comunque fra le caratteristiche positive di Cremona, nel panorama lombardo. Si riducono comunque gli stessi ricoveri dei residenti in provincia, un centinaio in meno in un anno, indirizzati verso altre strutture del territorio.

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