Cremona Stamattina a Cremona si è percepito un caldo anomalo, come se l’estate fosse già iniziata. In realtà la soglia dei 20 gradi, sfiorati oggi, è stata già ampiamente superata dalle temperature massime della settimana fra il 25 febbraio e il 3 marzo, come rilevato dal bollettino idrologico dell’Arpa. Anche domani, secondo le previsioni, le massime si aggireranno sui 19 gradi, con venti deboli e, di nuovo, senza alcuna pioggia, tant’è vero che la Coldiretti ha lanciato un nuovo allarme siccità. Si notano dati simili al mese di agosto, tale è l’anomalia causata dall’evidente cambiamento climatico, dopo un febbraio tra i più caldi che si ricordino. Il Po a Cremona è ancora a 6 metri e 75 centimetri sotto lo zero idrometrico, sempre a circa un metro dal minimo storico. Manca acqua nei grandi laghi lombardi: il Maggiore è pieno solo per un terzo, il lago d’Iseo al 15% e il lago di Como al 9%, con effetti inevitabili a valle, sul fiume Oglio e sull’Adda. La magra degli affluenti, oltre alla scarsezza della neve in alta quota colpisce il fiume più importante come un simbolo. E’ già sconvolta la programmazione della raccolta degli ortaggi, visto che broccoli, cavoli, sedano, prezzemolo, finocchi, corie e bietole maturano contemporaneamente per effetto della finta primavera. Le coltivazioni sono in largo anticipo e quindi assai fragili, a rischio di gravi danni quando il freddo tornerà in linea con le medie stagionali. Non è una bella notizia che ai primi di marzo albicocchi e mandorli siano già in fiore. Si temono i 40 gradi già in maggio. Nel frattempo imperversano le polveri sottili: le pm10, nella media giornaliera di ieri, sono arrivate a 55 microgrammi secondo la centralina Arpa di via Fatebenefratelli. La qualità dell’aria, ieri, era “scarsa”, come in due giorni su tre, sinora, nel 2019.

 

Paolo Zignani

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