Si è tenuto a Cremona in sala Zanoni un incontro pubblico dal titolo “Grecia- Europa: prigioni sconosciute”: una volontaria cremonese di Medici senza Frontiere ha raccontato la sua esperienza nel campo rifugiati di Moria, nell’isola di Lesbo, in Grecia. Qui, in seguito all’accordo con cui l’Europa ha pagato 6 miliardi di euro la Turchia per contenere i migranti, oltre 5mila persone che provengono per lo più da Afghanistan e Siria si trovano a vivere in condizioni di sovraffollamento e precarietà dal punto di vista igienico sanitario, senza sapere quando finirà il loro incubo. Persone che fuggono da guerre, violenze e disastri ambientali a cui le politiche vigenti chiudono le porte in faccia, criminalizzando loro e le organizzazioni che li aiutano. L’importanza delle testimonianze dal vivo servono a farci capire qual’è la realtà. Ecco il messaggio che Tina Maffezzoni si è sentita di lasciare dopo l’esperienza toccante in Grecia.

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