Sono passati quattro mesi da quando Silvia Romano, volontaria della Onlus milanese «Africa Milele» venne rapita in Kenya mentre si trovava nel villaggio di Chakama, da tre uomini armati. La Procura di Roma è in attesa di una risposta dalle autorità kenyote dopo l’invio di una rogatoria internazionale in relazione alla vicenda che pare avvolta nel mistero. A piazzale Clodio si indaga per sequestro di persona per finalità di terrorismo. Fonti giudiziarie precisano che nella rogatoria gli inquirenti chiedono agli omologhi africani di potere condividere, anche sul piano della cortesia internazionale poiché mancano trattati di cooperazione tra i due Paesi, gli elementi di indagine acquisiti dalla magistratura locale e in particolare le testimonianze e l’attività istruttoria svolta per risalire agli autori del rapimento. In questo ambito rientra anche la richiesta, avanzata alcuni giorni fa, trasmessa via Interpol, di potere inviare un pool di investigatori italiani ma anche in questo caso le autorità africane non hanno dato risposta. A piazzale Clodio si fa notare che la scelta della Procura e dei Ros di inviare un team di inquirenti “è segno di particolare attenzione poiché fatta solo in casi particolari”. Lo scorso dicembre venne arrestato Ibrahim Adan Omar, uno dei sequestratori della ventitreenne, catturato nel villaggio di Bangale, nella contea di Tana River. Da allora, le ricerche sembrano essere in una fase di stallo. E la tensione, tra Italia e Kenya, sale.

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