Il Consiglio comunale di Milano fa un passo indietro sulla cittadinanza onoraria a Juan Guaidò, autoproclamatosi presidente del Venezuela in opposizione a Maduro. Dopo le polemiche scoppiate in aula tra i consiglieri a favore e contro la mozione, presentata dal consigliere Enrico Marcora, della lista civica del sindaco Beppe Sala, il documento è stato rivisto tramite un emendamento che ha eliminato la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria. L’aula ha quindi approvato la mozione che impegna il Consiglio comunale e il sindaco ad “attivarsi per creare un corridoio umanitario a Milano per accogliere e assistere i cittadini venezuelani, per costituire un punto di raccolta di medicinali provvedendo per l’invio in Venezuela, e a riconoscere il processo avviato da Guaidò come democratico, elettivo ed auspicabile per il Venezuela”. La sinistra di Milano Progressista è uscita dall’aula al momento del voto, così come Basilio Rizzo di Milano in Comune, mentre il Movimento 5 stelle non ha partecipato al voto. “Si tratta di una mozione molto breve, succinta, ideologica fatta di slogan, che poco o niente articola rispetto alla crisi che vive da anni un Paese molto lontano”, ha commentato la capogruppo di Milano Progressista, Anita Pirovano. La Lega ha invece polemizzato con il sindaco Sala: “Avremmo votato anche per la cittadinanza onoraria – ha detto il capogruppo. Il sindaco chieda scusa ai cittadini e ai nuovi milanesi venezuelani, perché, sempre pronto a indire marce per la pace, la bontà e l’amore, si dissocia dal forte sostegno di Milano all’unica figura istituzionale riconosciuta nella tragedia che il Venezuela sta vivendo nel sangue”. “Pisapia sul tema della cittadinanza onoraria al Dalai Lama fu più coraggioso, ci mise la faccia e venne in aula – ha commentato Matteo Forte di Milano Popolare -. Sala, a mezzo stampa, scarica i consiglieri eletti con la lista che porta il suo stesso nome e come un Di Battista qualunque non prende parte per il processo di democratizzazione del Venezuela”.

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