La Procura di Milano ha aperto un’indagine per manifestazione fascista e manifestazione non autorizzata in relazione al corteo per Sergio Ramelli in cui si sono verificati tafferugli. Nell’inchiesta, coordinata da Alberto Nobili, responsabile dell’antiterrorismo milanese, e dal pm Piero Basilone e condotta dalla Digos, si prevedono molti indagati in considerazione del fatto che davanti al murale di Ramelli quasi tutti i partecipanti hanno chiamato ‘il presente’ e fatto il saluto romano. Il reato di manifestazione non autorizzata è stato ipotizzato in quanto è stata violata la prescrizione di sfilare in corteo. Dai primi accertamenti della Digos, infatti, risulta che almeno un primo gruppo di militanti di estrema destra, con in testa Gianluca Iannone, leader di CasaPound, è partito di corsa verso viale Romagna quasi a sfidare il divieto della Prefettura. Saranno solo le immagini delle telecamere, ora al vaglio degli investigatori della Digos, a consentire di individuare tutti coloro che hanno ‘alzato il tiro’ sfilando in corteo ed eventualmente i responsabili di episodi di resistenza a pubblico ufficiale. E saranno sempre le immagini delle telecamere a permettere di identificare chiaramente tutti coloro che – e si presume saranno parecchi – davanti al murale per Sergio Ramelli, proprio sotto a casa sua, in via Paladini, hanno fatto il saluto romano e ‘chiamato il presente’. Alla manifestazione di ieri, che avrebbe dovuto essere “statica” e durante la quale ci sono state cariche di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine, tafferugli e momenti di tensione, hanno partecipato oltre mille persone, alcuni dei quali già noti a inquirenti e investigatori. “Una brutta pagina quella scritta ieri sera a Milano da parte di Prefettura e Questura chiamate a gestire l’ordine pubblico in occasione delle commemorazioni in ricordo di Sergio Ramelli”. E’ il commento di Giorgia meloni, presidente di Fratelli d’Italia, che ha parlato di un divieto insensato a poter svolgere un corteo e ha annunciato l’intenzione di chiedere conto al ministro dell’Interno.

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