Cremona I cassonetti dell’umido sono sporchi, madidi di incrostazioni, da toccare solo con i guanti, mentre intorno, dentro il garage, l’aria del garage, chiuso e senza aerazione, è impregnata da un odore nauseante, e in fondo si accumulano sacchi di immondizia gettati alla rinfusa. C’è infatti chi, passando in cortile, invece di depositarli li lancia come palloni dentro il garage aperto. Qualche sacchetto poi rimane per terra, anche dopo il passaggio del furgoncino di Linea Gestioni. Il fatto è che la raccolta condominiale della differenziata di 80 alloggi popolari si concentra proprio in quel garage. Dunque la protesta colpisce l’organizzazione della raccolta. Siamo al Cambonino, nel complesso residenziale di via Panfilo Nuvolone, ai civici 2, 4 e 6, dove alcuni residenti, per lo più italiani (la minoranza, 24 nuclei familiari su 80, secondo l’ultima statistica) non sopportano che nulla cambi mai, nemmeno dopo assemblee e riunioni con assessori, sindaco, funzionari e azienda. Ci si divide così, da anni, sulla differenziata, fra un gruppo di italiani e altre etnie. L’accordo preso da cittadini e amministrazione comunale prevedeva di creare nuovi spazi per la raccolta della differenziata, rimuovendo quindi i numerosi contenitori che si trovano tutt’ora all’ingresso nel complesso dei condomini popolari: una lunga fila di cassonetti, circondati in passato da bottiglie di vetro e di plastica e rifiuti vari. I nuovi spazi però non sono ancora stati realizzati e la polemica non si placa, perché si preferisce ripulire ogni tanto, soprattutto in campagna elettorale, invece di far rispettare le regole. Il Cambonino poi era stato realizzato dal Comune e destinato, secondo le norme della Regione Lombardia, a una popolazione cosmopolita, creata secondo un modello che il centrodestra e la Lega in particolare oggi contestano duramente, chiedendo di separare le etnie diverse, o meglio ancora di distribuire gli alloggi in piccoli gruppi nel tessuto urbano. La campagna elettorale non fa che polarizzare lo scontro. Il candidato del centrodestra Carlo Malvezzi ha addossato al Comune tutte le colpe, l’assessore alla casa Andrea Virgilio invece ricorda che il relatore della nuova legge regionale sulla casa, ancora inattuata, è stato proprio Malvezzi tre anni fa, e che la proprietà dei condomini è dell’Aler, ente regionale spesso criticato per la scarsa collaborazione con gli enti locali.

 

Paolo Zignani

 

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