Occorrerà un anno e mezzo, nel migliore dei casi, per concludere lo studio sulle eventuali cause ambientali dei tumori nel Cremonese, come ha annunciato nell’audizione al Pirellone lo specialista che lo esegue per l’Ats, Paolo Ricci, che aveva segnalato anche, fra l’altro, i problemi incontrati nel rapporto con gli uffici anagrafe. Ecco dunque che la giunta Galimberti approva un protocollo d’intesa con l’Ats e i Comuni confinanti. Si tratterebbe della tradizionale cintura di Cremona. La sorpresa però è che la cintura si è stretta, forse troppo, per quanto ora 6 Comuni mettano tutte le proprie informazioni a disposizione dell’Ats. Bonemerse, Spinadesco, Sesto, Gerre e Stagno, con Cremona, hanno firmato il protocollo con Cremona e Ats, mentre altri Comuni non ne fanno parte, e si tratta di Persico Dosimo e Castelverde, come fossero più lontani dal capoluogo di Stagno Lombardo, e manca Vescovato, che pure ha presentato per primo sul proprio sito i dati epidemiologici sul profilo di salute. Il fronte dunque non è compatto, anche se i lavori procedono. Invece di una cintura, come anni fa, ora ce ne sono due. Il protocollo d’intesa, nelle premesse, precisa che nessun Comune, ad onta delle polemiche apparse sulla stampa, dispone sinora dei dati epidemiologici che saranno pubblicati al termine dello studio di Paolo Ricci, semplicemente perché non esistono. Sono noti invece i dati resi noti dalla stessa Ats riguardo ai profili di salute, e nient’altro. Sono i dati che ha pubblicato Vescovato, due volte, e che ogni Comune può chiedere all’Ats. In due incontri pubblici, il dottor Edoardo Bai, a Crotta e poi a Vescovato, ha fatto conoscere la situazione della popolazione locale. Profili in vari casi preoccupanti, visto che l’incidenza di malattie e morti per cancro supera la media regionale. Sono pur sempre di statistiche condotte su numeri assoluti molto bassi, ma utili. A Cremona, però, malgrado la situazione ambientale e sanitaria, i programmi elettorali continuano a promettere industrie, autostrada, gronda nord, e dunque ancora asfalto, cemento e smog. La sindaca di Vescovato Maria Grazia Bonfante rilancia la provocazione degli ultimi anni: “L’approccio della politica allo studio epidemiologico è errato, perché i dati necessari a prendere decisioni sulla base degli studi scientifici e delle valutazioni d’impatto ambientale esistenti già ci sono. Si vuole entrare nei dettagli con nuovi dati, ma è tempo di scegliere per principio di precauzione, senza insistere sui trasporti su gomma”.

 

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