Prima dicono di sì alla candidatura a consigliere comunale, poi si tirano indietro con un sms o un messaggino su Whatsapp, per il pudore di dichiararlo di persona, a tu per tu. Oppure dapprima insistono per entrare in lista chiamando il candidato sindaco più volte ogni giorno, poi scompaiono, per ripresentarsi in un’altra lista, oppure essere scoperti per un contenzioso in tribunale col sindaco in carica. E i motivi più gettonati per dire di no sono: temo ritorsioni, mi troverei in lista contro l’amico di un amico, non sono competente. Per formare una lista elettorale, soprattutto nei piccoli Comuni, occorre ormai combattere fra mille difficoltà, anche se il numero dei consiglieri comunali è stato ridotto per legge, e nei centri con non più di 3mila abitanti i consiglieri comunali saranno al massimo dieci, per salire a 12 invece nei Comuni oltre i 3mila abitanti. Si rinnoveranno il 26 maggio 90 amministrazioni su 115 in provincia, con il coinvolgimento di 260mila abitanti e l’elezione di 297 persone nei consigli comunali. Le liste dovranno essere presentate ufficialmente il 26 o il 27 aprile entro le ore 12, e le difficoltà sono enormi. A Grumello Cremonese Mara Gandini, consigliere di minoranza uscente, ha annunciato oggi la propria candidatura a sindaco di Grumello, con una lista civica, al posto ricoperto da Fabio Scio, che non si ripresenterà. Si vocifera anche di una terza lista, sulla quale però non ci sono conferme. A Crotta d’Adda, si prevede la candidatura dell’attuale vicesindaco Sebastiano Baroni, che potrebbe rimanere l’unico candidato in lizza. Il rischio è proprio questo: che gli elettori dei piccoli Comuni non avranno due o tre possibilità di scelta, ma solo una, mettendo insieme coloro che un tempo erano in maggioranza con quelli che erano all’opposizione. La conseguenza è l’impossibilità di prendere decisioni nei casi più controversi, lasciando a gruppi spontanei e comitati di cittadini l’iniziativa che dovrebbe spettare a sindaco e giunta.

 

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