Cremona. La novità è stata resa nota stamattina da Alessandro Zagni con una nota di due righe: “Forza Italia ci ha comunicato di accettare integralmente il contratto per Cremona proposto dalla Lega e già approvato da Fratelli d’Italia. Adesso firmiamo e partiamo per rilanciare Cremona”. Il sito della Lega cremonese ha dato una conferma ufficiale nel primo pomeriggio. Ieri la fumata bianca, criticata da buona parte dei leghisti, che avrebbe preferito non allearsi con Forza Italia, non era ancora arrivata e le pressioni su Carlo Malvezzi si erano accentuate. Il cosiddetto contratto consiste in un elenco di 10 priorità, rese note dalla Lega già nella conferenza stampa del 7 aprile 2018, dopo il largo successo alle elezioni regionali e nazionali. Nulla per l’ambiente, salvo poi alludere, un anno dopo, all’ambizioso obiettivo “rifiuti zero”. Il Carroccio un anno fa voleva indicare subito, per iniziativa autonoma, un programma minimo di centrodestra, le 10 priorità, allora concordato con alcuni uomini di Forza Italia, per primo Carlalberto Ghidotti. Era lui il coordinatore cittadino azzurro che una settimana fa ha dato le dimissioni, perché il suo partito non ha voluto sostenere il candidato scelto dalla Lega, cioè Zagni, per sostenere Malvezzi, di Forza Italia, espressione di Comunione e Liberazione, scelto però da Salvini in cambio delle candidature leghiste a Bergamo e Pavia. Il buonismo di sinistra e l’europeismo, per Ghidotti, andrebbero a braccetto con Tajani e in fondo con Malvezzi. Da un anno la Lega punta su una candidatura unitaria da presentare in largo anticipo sulla campagna elettorale, non due settimane prima della presentazione delle liste, com’è invece avvenuto. E’ stato innanzitutto il coordinatore provinciale di Forza Italia Massimiliano Salini, altro uomo di CL, a tardare nella firma del contratto con la Lega, che invece Malvezzi ha approvato nel summit del centrodestra del 4 aprile. Le differenze restano: Forza Italia parla di imprese, trasporti, lavoro, la Lega insiste sulla sicurezza, entrambe sul decoro e lo stop ai progetti comunali per l’accoglienza e l’integrazione. Molto maggiore, anche oggi, rispetto a Malvezzi, il seguito che hanno gli interventi di Zagni su Facebook. I suoi sostenitori gli chiedevano, ieri come oggi, di correre da solo, con Lega e Fratelli d’Italia, senza Forza Italia né Malvezzi, che rappresenterebbe la partitocrazia e le liti della giunta Perri, col rischio di far vincere ancora Gianluca Galimberti.

 

Paolo Zignani

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