La Gronda Nord, come si legge nel programma del ricandidato sindaco Gianluca Galimberti, reso noto ieri, è un nastro d’asfalto lungo circa 11 chilometri, che collegherà la Paullese all’autostrada A21, passando all’esterno del centro abitato di Cremona, anzi degli stessi quartieri Maristella e Boschetto, oltre che della frazione di Castelverde Costa Sant’Abramo. La proposta, che riemerge nel dibattito sulla Cremona del futuro come uno spettro, fa parte dei programmi da diversi decenni, attraversando indenne le promesse elettorali sullo stop al consumo di suolo e le priorità dell’ambiente, e inquieta non poco i cittadini per la soppressione di un’ampia fetta di verde. I più direttamente interessati sono i residenti di Cavatigozzi, che potrebbero veder aprire anche il cantiere del terzo ponte sul Po, anch’esso fra i progetti degli anni Novanta, quando l’allarme ambientale era molto meno sentito. Su Cavatigozzi pioverebbe un’alluvione di mezzi pesanti, anche grazie all’ampliamento continuo del polo industriale. Una battuta data sul Web dall’assessore Alessia Manfredini è che la Gronda Nord sgraverebbe la tangenziale dal traffico dei Tir. A questo scopo, però, già diversi cittadini osservano che occorrerebbe un divieto di transito per i mezzi più pesanti sulla tangenziale, peraltro percorsa soltanto da 40mila veicoli al giorno. Non è un flusso di traffico elevato: Ezio Corradi, del Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia, nota che la tangenziale non è satura, e che prima di costruire occorrerebbe utilizzarla di più, e insiste sulle proposte da lui stesso sostenute da decenni. L’idea degli ecologisti è infatti di spostare il trasporto merci dai Tir alle ferrovie, ma la stessa Trenord ha sostituito i treni con i bus sulla Cremona Piacenza e in parte sulla Cremona Fidenza, oltre che sulle linee per Treviglio, Brescia e Mantova. Il raddoppio ferroviario della Cremona Mantova, malgrado gli annunci e i finanziamenti già programmati, per ora resta sulla carta. In tanti, per ora, temono che la nuova infrastruttura sia fatta solo per le comodità delle industrie. Pochi anni fa, si parlava di una cancellazione della Gronda Nord e della Strada Sud dal Pgt. Ora invece riaffiora la preoccupazione che entrambe vengano costruite, malgrado i vincoli del parco del Po, in una Cremona sempre più asfaltata e cementificata, mentre la popolazione non aumenta.

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