Cremona Il Comune avvia la pratica per togliere la convenzione con Sport Management e riprendersi quindi la gestione delle piscine, assegnata per 25 anni dal 2017. Ora la società veronese, che di centri natatori ne amministra una cinquantina, avrà 15 giorni lavorativi per presentare le controdeduzioni. In una nota diffusa oggi il Comune parla di inadempienze risultati dagli accertamenti compiuti dai dirigenti comunali e dagli enti di controllo, come l’Ats, e di segnalazioni degli utenti. Il sindaco Gianluca Galimberti difende comunque il bando di gara tanto contestato dalle opposizioni, respingendo ogni ipotesi riguardante errori commessi, mentre si rinnovano le proteste contro la procedura seguita dalla giunta. Lo scontro prosegue da anni, fra cause civili e dibattiti interminabili: in gioco infatti c’è il rapporto con le società sportive cremonesi. Le ultime segnalazioni, corredate da foto e video, sono arrivate in Comune nei giorni scorsi, da parte di un’atleta della Stradivari nuoto, e riguardano le condizioni igieniche e sanitarie. Risultano tracce di capelli e di sporcizia sui pavimenti, muffa nelle condutture dell’aria, rubinetti arrugginiti, persino escrementi lasciati dagli utenti. Nell’ultima decade di marzo, Sport Management ha avvicendato la direzione del centro natatorio di piazzale Atleti azzurri d’Italia, passata dalla capoarea Teresa Abbruzzese al cremonese Riccardo Lancetti, per garantire un rapporto più diretto con i cittadini. Le lotte sono state sempre molto accese, a ogni passo compiuto dal municipio. L’assessore Mauro Platè assicura che per gli utenti nulla cambierà e che non ci sarà alcuna interruzione del servizio. I problemi resterebbero quindi solo sul piano politico. Gare federali e manifestazioni sportive sono state garantite da Sport Management, che però non ha rispettato il contratto, offrendo un servizio di qualità carente, come precisa Platè. Inoltre ci sono state tariffe più alte di quanto stabilito dal Comune, violazioni sui contratti di lavoro e anche sulle norme che disciplinano il trattamento dell’acqua nelle vasche. Il bando pubblico, tuttavia, e il sindaco lo rimarca, tutela sia i cittadini che l’amministrazione, che può avvalersi delle fidejussioni versate perché siano eseguiti tutti i lavori previsti e affrontare l’inadempienza contrattuale da una posizione giuridica chiara e forte, mentre in passato non era così, e anzi la situazione oggi è migliore. Le minoranze contestano di nuovo il bando pubblico, che hanno sempre ritenuto fatto più o meno su misura di Sport Management. Lo ribadiscono anche oggi Maria Vittoria Ceraso, che già a gennaio chiedeva in consiglio comunale la revoca della convenzione, oltre a Federico Fasani e Andrea Sozzi.

Paolo Zignani

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