Cremona: via Lungastretta, degrado sporcizia e proteste da 20 anni

Cremona Aria di tempesta, ancora, dopo vent’anni, tra via Lungastretta e via Giordano, per il degrado dell’immobile sequestrato dal tribunale e ancora all’asta, alla ricerca di acquirenti. I residenti segnalano topi, lastre verosimilmente di eternit, sporcizia, rifiuti sparsi, odori nauseanti e anche inquilini abusivi. Dall’esterno si vede un garage adibito ad alloggio da una persona senza fissa dimora. L’11 gennaio scorso il giudice onorario di pace Claudia Calubini ha disposto che le operazioni di vendita proseguano, affidate al notaio Marco Gianluppi, tramite un avviso pubblicato su vari siti internet, fra le vendite giudiziarie. Il fabbricato, che sorge fra via Giordano 37-39 e via Lungastretta 2-4, è stato suddiviso in diversi lotti per facilitare l’acquisto. E c’è interessamento da parte di alcuni privati. I tempi però sono lunghissimi, tanto che la prossima udienza è prevista per il gennaio del 2020. La prima ordinanza del Comune risale all’anno 2000, perché la proprietà eseguisse verifiche statiche sull’edificio pericolante e la conseguente messa in sicurezza. La prima esecuzione immobiliare è stata promossa nel ‘99 dalla Banca di Roma e dalla Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, subentrate al privato. Nel 2004 il consulente del tribunale riusciva a entrare, con l’aiuto delle forze dell’ordine, e constatava che al primo piano c’era un appartamento regolarmente allacciato alla corrente elettrica e al gas metano. La superficie lorda dell’edificio è di 1.050 metri quadrati, per un valore stimato in 610mila euro anni fa, più soffitte, autorimesse e cortile. Se ne possono ricavare, dopo la ristrutturazione, una ventina di appartamenti e 16 garage. Di bonifica dall’eventuale eternit in degrado, prima della vendita a un privato, non si potrà parlare, e nel frattempo è impossibile ripulire il cortile dai rifiuti, dato che non si può entrare nell’immobile ancora sotto sequestro e transennato. Ed è in difficoltà anche il Comune, malgrado le ordinanze, di fronte ai tempi lunghi del tribunale fallimentare, come fa notare l’assessore Alessia Manfredini.

 

Paolo Zignani