Brescia. All’interno della ex Selca di Berzo Demo, in Valcamonica, non sono stati bonificati 23mila metri cubi di celle elettrolitiche, arrivate dall’Australia: per questo per cinque persone, accusate di non aver ripulito la fabbrica, è stato chiesto, dal pubblico ministero Mauro Leo Tenaglia, il rinvio a giudizio. Rischiano di finire in tribunale uno dei proprietari dell’impresa e a capo del consiglio di amministrazione dal 2007 al 2010; l’amministratore unico della società dal 1997 al 2007, il procuratore speciale, il consigliere delegato dal 2007 e il curatore fallimentare. Uno dei proprietari è già stato assolto con il fratello dalle accuse di traffico internazionale di rifiuti, ma ora l’imputazione si è ripresentata, anche se è poi stata chiesta l’assoluzione per il traffico di rifiuti dopo che è intervenuta la prescrizione. Il riferimento è a un procedimento penale in corso per alcuni reati ambientali che sarebbero stati commessi dagli accusati nella zona dell’azienda fallita nel 2010 e che si occupava di trasformare il materiale da rivendere alle acciaierie. Nell’area industriale di Forno Allione si è sempre parlato di inquinamento, rifiuti tossici, gravi problemi ambientali, fallimenti, chiusure e veleni e ora le tematiche tornano alla ribalta con questa nuova tappa, con l’udienza che è stata aggiornata al 22 maggio quando il giudice deciderà se mandare a processo i cinque. Nel frattempo, tempo fa, erano arrivate notizie di una eventuale ripresa che potrebbe riguardare un investimento di oltre 20 milioni di euro e 90 posti di lavoro

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