Milano Il Duomo di Milano non corre gli stessi rischi della cattedrale di Notre Dame, devastata ieri da un incendio. E’ la rassicurazione che arriva  dall’arcivescovo del capoluogo lombardo, Mario Delpini. “Il Duomo di Milano è costruito in un’altra maniera – ha risposto a margine del ricordo dei martiri della Resistenza -, non mi pare che ci siano rischi di questo genere. Credo che tocchi agli ingegneri e agli addetti alla prevenzione vedere le cose che succedono, ma non mi pare che ci siano rischi di questo genere a Milano”. La situazione del Duomo di Milano è molto diversa da quella di Notre-Dame: intanto il tetto non ha una struttura in legno, ma è costruito principalmente con marmo e laterizio, e poi è diversa la gestione e la manutenzione dell’opera. Se la manutenzione della cattedrale di Parigi è affidata allo Stato, a Milano, pur con un contributo del pubblico (il 18%) la manutenzione è affidata alla Veneranda Fabbrica del Duomo “ed è forse meglio – ha dichiarato monsignor Gianantonio Borgonovo, l’arciprete del Duomo di Milano, “perché custodiamo la cattedrale con i nostri mezzi”. Si tratta di un cantiere sempre aperto in cui è già stato attivato un sistema di controllo e un sistema in caso di incendio negli ultimi due anni. “Abbiamo fin dall’inizio, dal 1388, cioè l’anno dopo l’avvio della costruzione, sempre guardato al Duomo come a un monumento vivo – ha aggiunto – con un restauro non conservativo ma piuttosto sostitutivo”. Il marmo di Candoglia, il materiale che caratterizza la costruzione, è infatti ‘tenero’ e “bastano le intemperie a frantumarlo”. “Se non avessimo applicato la sostituzione dei pezzi ammalorati – ha sottolineato l’arciprete – il Duomo sarebbe già crollato”. Ora però il pensiero va a Notre-Dame. Già ieri sera sul profilo twitter della Veneranda Fabbrica è stato pubblicato un messaggio di “vicinanza, amicizia e fraternità” ai “cittadini di Parigi, del loro Arcivescovo, dell’Arciprete di Notre-Dame e delle istituzioni statali francesi”. “Non abbiamo ancora pensato a come poter intervenire. Lo faremo – ha concluso – con il nostro cda”. E manifestazioni di solidarietà alla Francia sono arrivate anche dal mondo politico milanese profondamente scosso per la distruzione di un patrimonio artistico storico e religioso mondiale.

 

 

 

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