Cremona. La più fosca delle previsioni si è avverata: l’Ospedale Maggiore ha dovuto aprire una selezione pubblica per poter assumere in forma privata degli anestesisti, e alla fine è stata scelta la società Cometa, che ha presentato l’offerta migliore come in un appalto qualsiasi. Da vent’anni si somma all’Ospedale Maggiore, come spesso in Italia, una serie di incongruenze: il mercato del lavoro, innanzitutto, non sforna professionisti del settore in quantità sufficiente. Occorre infatti coprire i turni, notte e festivi compresi, dato che la sanità pubblica con i suoi Pronto soccorso, copre tutte le emergenze, e dunque ci dev’essere sempre un anestesista pronto e reperibile. In Italia mancano medici specialisti, e inoltre il blocco delle assunzioni applicato alla pubblica amministrazione produce un altro effetto negativo. Decisivo poi il numero insufficiente di posti disponibili nelle scuole di specializzazione per i neolaureati. Quando i medici ci sono, dunque, non c’è chi li dovrebbe formare. Da più di vent’anni i sindacati dei medici fanno notare la difficoltà, che emerge puntualmente dalle statistiche, ma la politica non ha mai rimediato. Gli appelli dell’Anaao, associazione nazionale medici e dirigenti del servizio sanitario nazionale, a Cremona rappresentata in passato fra gli altri da Gianfranco Lima, non hanno trovato ascolto. Lo stesso Lima ormai è presidente dell’Ordine dei medici cremonese, ma la difficoltà rimane. All’Oglio Po di Casalmaggiore, sede staccata dell’Azienda socio sanitaria di Cremona, corre voce, inoltre, che chiudano tre sale operatorie su quattro e che quindi, dopo la chiusura del punto nascite, venga presto ridimensionata anche la chirurgia. Il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni chiede all’assessore regionale Giulio Gallera di smentire le voci e di potenziare l’Oglio Po, anziché ridurlo.

 

Paolo Zignani

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