Saranno 1.657 voli in più a settimana, a Malpensa, da fine luglio per consentire il restyling di Linate, che chiuderà per almeno tre mesi. Questo significherà sicuramente più traffico nei cieli sopra lo scalo e, sicuramente, più automobili anche sulle strade attorno al grande aeroporto lombardo. Per questo, per affrontare al meglio questa fase di emergenza, in cui disagi e rumore la faranno da padrone, visto che il territorio sarà sottoposto a un momento di stress, i nove centri abitati che circondano lo scalo si sono riuniti nel Consorzio urbanistico volontario. Insieme hanno deciso di condividere le loro preoccupazioni con Sea, a cui hanno ribadito la necessità di trovare insieme soluzioni per la lunga estate che sarà carica di voli e di passeggeri. Nello specifico, nel mirino sono finiti i problemi legati al rumore, al traffico e ai parcheggi, su cui si prevedono forti criticità per limitare al minimo i disagi. Per quanto riguarda il traffico, i primi cittadini temono gli ingorghi che si creeranno sulla A8, anche perché l’altra via, che passa dalla A4 e dalla superstrada, è leggermente più lunga e più cara e per questo hanno chiesto che i gestori facciano per tre mesi gli stessi prezzi. Le preoccupazioni, però, non riguardano solamente gli abitanti della zona, ma anche quelli della sponda piemontese che, temendo inquinamento acustico e ambientale, hanno presentato un esposto alla procura di Busto Arsizio contro il trasloco. Il comune coinvolto è in provincia di Novara, ma, in linea d’aria, è distante solo 5,7 chilometri dall’aeroporto. Il motivo di questa azione riguarda il fatto che a loro non risulti che, per questo trasferimento, sia stata fatta alcuna Valutazione di impatto ambientale soprattutto per l’impatto acustico e atmosferico e, con il trasferimento dei voli di Linate, si prevede un incremento quotidiano ben superiore al 60 per cento. Troppo per non creare pesanti disagi.

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