In tempo di peste, ci si rifugia nel racconto. E Vinicio Capossela lo fa con le sue storie in musica raccolte nell’ultimo album, “Ballate per uomini e bestie”, in uscita il 17 maggio. “Il mondo della terra contadino, rurale di cui ho parlato in ‘Le canzoni della Cupa’ è un mondo fuori dalla Storia, la Cupa è il luogo dell’ombra, in un certo senso mi ero anche rifugiato in un mondo fuori dalla Storia proprio per sfuggire alla dittatura dell’attualità”, ha spiegato ad askanews a margine della presentazione del nuovo disco a Milano. “In realtà per sfuggire a questa specie di pestilenza dell’attualità che sentivo ho finito per scriverne, pur sotto metafora, sotto allegorie usando gli strumenti della poesia, filosofia e denunzia, è il mio motto”. Un presente che definisce un “altro Medioevo” nella canzone “La peste”, dedicata a Tiziana Cantone, la donna che si è suicidata dopo la diffusione sul web di alcuni video intimi. “Stai facendo il video, ti taggo e ti sputtano” recita il testo, “peste ti colga fino a che ti ammazzi”. E così in un disco presentato non a caso nella Chiesa di San Carlo al Lazzaretto di Milano, descritta anche dal Manzoni nei “Promessi Sposi”, la peste diventa un’allegoria per raccontare il presente. “Trovare dei nemici per cui sentirsi uniti, c’è moltissima atomizzazione, darsi una identità definita dall’esterno – elenca Capossela – la caccia all’untore, i monatti che ci guadagnano sopra, è tutto un sistema che ha molte analogie con la situazione attuale”. A salvarci, come sempre, la musica perché “la festa fa parte costitutivamente della ritualità – ha aggiunto – la festa è importante perché è rigenerante e soprattutto deve essere distruttiva, deve consumare le cose, è dispersiva, è dissipatoria, deve dissipare per poter rigenerare. Le mie sono ballate, le ballate si ballano”. Da Milano partirà il 17 maggio un breve tour instore, poi una serie concerti atti unici, concepiti appositamente per luoghi specifici, dal Festival della Bellezza di Verona al Festival dei due mondi di Spoleto. Entrambi assaggio del tour teatrale al via da Rimini il 6 ottobre 2019.

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