E’ stato fatto “un piccolo passo avanti” per la tutela dei posti di lavoro, come commenta Roberto Montanari, il sindacalista dell’Usb che ieri si è recato in Prefettura, a Cremona, per il confronto sulla situazione dei 170 addetti del magazzino Iper. Montanari la sera stessa ha incontrato gli operai che proseguivano lo sciopero, nel piazzale antistante il magazzino. Il magazzino tuttavia chiude, e Finiper sta decidendo se trasferire l’attività a Bergamo oppure Fombio. E’ più probabile che la scelta cada su Fombio, dove si trova una struttura più grande. Finiper si è impegnata a chiamare il nuovo fornitore per discutere i livelli occupazionali e mantenere i volumi delle merci in entrata e in uscita: di conseguenza i 170 posti di lavoro, creati con il tramite di cooperative e procedure di flessibilità, dovrebbero rimanere. Per l’Usb però non si può parlare di vittoria. La lotta sindacale continua e gli addetti vogliono vigilare sul mantenimento degli impegni, restando uniti. Chi viene sconfitto, in seguito alla chiusura e all’invio di ben 170 lettere di licenziamento, è proprio il progetto di rilancio economico di Soresina sostenuto dal Comune. Una ventina d’anni fa sono state prese decisioni strategiche, da parte del centrosinistra soresinese, d’accordo con l’amministrazione provinciale, per costruire il sovrappasso della linea ferroviaria Cremona Treviglio, il raccordo con la Paullese, la nuova area industriale sovracomunale di Cappella Cantone, a margine della Paullese, ancora semideserta, e infine la nuova area industriale di Soresina, dove si è insediato il magazzino di logistica. Era prevista anche una superstrada nuova, che doveva collegare il Bresciano e la Paullese, rendendo quindi competitiva l’area industriale soresinese. La superstrada però non è mai stata realizzata e il magazzino di Soresina chiude. Si tratta della seconda attività industriale del territorio per numero di addetti. Il sindacato e l’azienda si incontreranno di nuovo, alla ricerca di un’intesa.

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