Cremona. L’emergenza abitativa minaccia ancora nubi sulla prossima amministrazione comunale. Dopo una riunione della commissione che ha valutato i singoli casi il 22 marzo, formata da Paolo Ungari, Valeria Abramo e Michela Fontana, il Comune è potuto intervenire con un’altra tranche di contributi, la seconda di quest’anno, da 7.500 euro, per evitare altri sfratti a nuclei familiari residenti nel distretto cremonese. Gli interventi sono mirati, centellinando i soldi che provengono dagli interventi regionali e statali, previsti dall’avviso pubblicato dal municipio nel novembre scorso. In risposta ai due casi di sfratti la settimana, che mediamente si presentano in municipio e alle numerose richieste di aiuto, il Comune con i finanziamenti ricevuti è tenuto per legge a incrementare le soluzioni temporanee per chi resta senza casa, alleviare il disagio delle famiglie che si trovano in stato di morosità incolpevole, sostenere chi vede l’abitazione messa all’asta e chi, vivendo di sola pensione, non riesce più a pagare l’affitto. La domanda di case popolari è ben più alta dell’offerta, che nell’ultimo bando comunale era di soli 30 alloggi per oltre 400 richieste ammesse in graduatoria: le assegnazioni procedono col contagocce, al ritmo di due alla settimana. E i soldi per le manutenzioni ordinarie e straordinarie di mille alloggi municipali non ci sono. Quest’anno infatti gli uffici comunali hanno stabilito i nuovi canoni per tutti gli inquilini delle case popolari, in gran parte sotto i 200 euro al mese. Complessivamente si tratta di poco più di un milione e 400mila euro di entrate per l’amministrazione, senza contare la morosità. L’Aler da parte propria non sta eseguendo i lavori programmati, trovandosi priva di fondi, come dimostrano i cantieri eterni di via Fratelli Bandiera, via Santa Croce e vari altri casi. Da parte propria il Comune non ha altre entrate che i proventi dei canoni, e riesce a effettuare i lavori grazie a concorsi governativi nazionali, come per i cantieri di San Felice, o bandi regionali o Cariplo. La prossima amministrazione vedrà concludere alcuni cantieri già finanziati, come in via Giuseppina: dall’anno prossima sarà in balia delle classifiche regionali o dei privati, sempre che vogliano investire nell’housing sociale, come previsto dalla nuova legge regionale. Paolo Zignani

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