Cremona La lotta sindacale per la riconquista del posto di lavoro è stata vinta dalle famiglie degli operai licenziati. Mogli e figli ieri sera hanno occupato a oltranza il macello Prosus, sistemandosi in un capannone per tutta la notte. Proclamando occupazione a oltranza, hanno steso un telo, sul quale hanno messo cuscini e coperte per dormire, la mamme con accanto i bambini. Sono 27 gli operai che hanno perso il posto da un giorno all’altro, pur avendo prestato la loro opera alla Prosus, in alcuni casi anche per 15 anni. Sulle prime l’azienda, cooperativa di allevatori suinicoli, ha risposto con la linea dura, vietando di usare i bagni, nella speranza che mamme e bambini se ne andassero. Stamattina i loro padri, però, hanno ottenuto un primo sì al reintegro. Decisivo, come riferisce Roberto Montanari dell’Usb, il sindacato di base che ha organizzato lo sciopero e le forme di lotta, è stato il momento in cui alcuni responsabili dell’azienda hanno rivolto alle donne frasi sgradevoli, come “Tornate al vostro paese”. Invece dello sgombero della fabbrica da parte della polizia, è scattata la solidarietà dei dipendenti assunti direttamente dal macello, quelli con il contratto a tempo indeterminato. E’ stata così superata la divisione tra le due categorie di lavoratori, tra le quali le pratiche della flessibilità hanno aperto una spaccatura, ponendo da un lato chi ha i legittimi diritti garantiti e chi tira avanti con 800 o mille euro al mese, pur avendo famiglia. A Vescovato, diversamente che altrove, si era creato un singolare apartheid, dato che i 150 addetti delle cooperative (Dharma e 3T), sono tutti immigrati, mentre gli altri 150 sono per lo più italiani. Gianfranco Caffi, vicepresidente della Prosus, ha sottoscritto assieme a Roberto Montanari l’impegno a chiedere le riassunzioni ai fornitori di servizi, cioè le cooperative. Dunque i 27 operai torneranno tutti in azienda, a partire da un primo gruppetto che sarà inserito già in giugno. Oggi pomeriggio l’ultimo passo formale in Prefettura a Cremona, per la firma tra i responsabili delle cooperative e il sindacato Usb.

Paolo Zignani

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