Cremona Per gli uni il treno da Mantova per Cremona e Milano aveva un ritardo di 10 minuti, per gli altri già mezz’ora: stamattina i tempi del convoglio 2650, che doveva partire alle 7.28 da Cremona, hanno seminato la paura tra i pendolari cremonesi, che ricevano informazioni diverse, a seconda della fonte, l’applicazione di Trenord sul cellulare o il tabellone della stazione. E’ poi risultato un guasto al sistema di chiusura delle porte, che ha fatto perdere più di un quarto d’ora già alla partenza a Mantova. A Cremona il treno è partito dopo le 8 anziché alle 7.24, e si è arrivati a Milano Centrale alle 9 e un quarto, mezz’ora dopo il previsto. La situazione paradossale dei trasporti pubblici non si risolve, malgrado promesse e bilanci trionfali. Oggi la Regione Lombardia ha fatto sapere che fra il modello di treno ad alta capacità, esposto in piazzale Cadorna a Milano, è stato visitato da più di 26mila persone, tra il 17 aprile e il 3 maggio. La Regione prepara il rinnovamento della flotta di Trenord, promettendo più efficienza. Previsioni che si ripetono, mentre negli ultimi giorni i disservizi sono continuati. Ieri mattina, la corsa partita da Mantova alle 8.41 per Cremona, ha avuto come capolinea non Milano Centrale ma Malagnino,  perché il convoglio ha urtato un albero. Le forti folate di vento hanno fatto cadere una pianta sui binari, e si è arrivati a Milano con due ore di ritardo, mentre i disagi hanno colpito tutte le corse del mattino. Tutta la settimana scorsa ha riservato sorprese sulle linee cremonesi, compresa la Cremona Treviglio Milano. Le informazioni sono ridotte all’osso e contrastanti, mentre arrivano bus sostitutivi che non sono stati neanche annunciati e i viaggiatori aspettano per ore senza essere certi che il treno arrivi. E ci sono corse cancellate anche per mancanza di personale, non solo per i guasti.

 

Paolo Zignani

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