E’ morto a causa delle botte subite il piccolo Mehmed, il bambino di due anni e 5 mesi trovato cadavere mercoledì scorso in una casa in via Ricciarelli, in zona San Siro, a Milano. Lo hanno confermato i primi esiti dell’autopsia che è stata effettuata iero sul corpo del bambino, ucciso dal padre Aljica Hrustic, 25 anni di origini croate e in carcere da sei giorni. Il medico legale e consulente del pm Giovanna Cavalleri avrà ora 60 giorni di tempo per depositare l’esito definitivo degli esami e nelle prossime settimane, tra l’altro, saranno depositati i risultati di alcuni accertamenti intermedi. In particolare, gli inquirenti vogliono chiarire se il bambino abbia subito violenze anche nei giorni precedenti al delitto. Quando è arrivata la polizia, il corpo di Mehmed, infatti, era pieno di lividi e i suoi piedini erano fasciati per coprire escoriazioni da scottature di sigarette. “L’ho picchiato, poi l’ho visto morto, non credevo che l’avrei ucciso”, sono state le parole dell’uomo nell’interrogatorio davanti agli inquirenti. Come è stato ricostruito dalle indagini della Squadra mobile, Hrustic è fuggito poco dopo l’omicidio, avvenuto intorno alle 3 del mattino di mercoledì. E’ stato lo stesso 25enne a chiamare il 112 un paio d’ore dopo, intorno alle 5. “In via Ricciarelli 22 – ha detto al telefono con la polizia – c’è un bambino che non respira più”. E’ stato, poi, fermato intorno alle 12,30 in zona Giambellino, a Milano. Aveva con sé le altre due figlie che hanno 3 anni e poco più di un anno, mentre un altro figlio, il maggiore, vive in Croazia. In Questura l’uomo ha anche ammesso di avere fatto uso di droga prima di colpire il bambino: “Non riuscivo ad addormentarmi, mi sono alzato e l’ho picchiato”. Più che picchiato lo ha massacrato di botte, pugni e calci, fino a farlo cadere rantolante a terra, tanto che l’autopsia parla di spappolamento degli organi interni che hanno causato emorragie letali. Ma i segni esaminati sul corpicino parlano di scottature provocate da accendino sotto i piedini per evitare che il bimbo camminasse e stesse al contrario fermo. Un quadro che fa stringere il cuore per la brutalità e la cattiveria di un padre, in attesa del quinto figlio, dedito alla cocaina, amante della ricchezza e del lusso, stando alle sue immagini facebook, ma con un cuore misero e vuoto. Le indagini della Procura proseguono per individuare altre eventuali responsabilità.

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