Quando l’ex manicomio di Villa Salus venne inserito nel patrimonio patrimonio alienabile dell’Asl, una ventina d’anni fa, come altre sedi dei servizi psichiatrici lombardi, per gli effetti a lungo termine della Legge Basaglia, si fecero sentire le critiche delle associazioni dei familiari e della Caritas di Milano, ma la direzione generale dell’Asl cremonese ne fece comunque la propria sede, in via San Sebastiano, dove si trasferì. La discussione sul patrimonio della Psichiatria si è spenta ma non quella sui possibili usi dell’ex San Sebastiano, che per Daniele Disingrini, del gruppo Cremona Ancor, sarebbe stato il luogo ideale per insediarvi il nuovo polo universitario della Cattolica. Notevoli gli spazi disponibili, dove si sarebbe potuto costruire persino una piscina olimpionica. Le pensiline che mettono in comunicazione le palazzine sarebbe state passaggi ideali da una facoltà all’altra. Di questa opportunità però non si è mai parlato. La critica assume un tono severo: si è voluto a tutti i costi collocare la nuova sede accademica, con i suoi futuri mille studenti, aree aperte al pubblico e servizi per le aziende, nell’ex monastero di Santa Monica, che conta otto secoli di storia, eppure, secondo le proteste “viene portato alla rovina”. Cremona sta cambiando connotati. I lavori in corso al Santa Monica hanno eliminato le porticine secolari, sostituite da cancelli meccanici   e automatici, imprimendo una svolta modernista che incontra delle critiche. Il convento di via Chiara Novella aveva tre chiostri e ne sono rimasti due, anzi uno e mezzo, e poi dentro il palazzo dell’Agenzia delle Entrate è rimasto solo un chiostro di San Bartolomeo: gli altri, come la chiesa, sono andati distrutti. E il chiostro superstite, visibile da via dei Tribunali, appare con una tinta rosa che lascia perplessi.

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