I corpi idrici lombardi sono malati cronici. È un quadro a tinte fosche quello che emerge dai dati presentati nel Piano di Tutela ed Uso delle Acque da Regione Lombardia, secondo il quale solo il 27% dei fiumi, il 53% dei laghi e il 17% dei corpi idrici sotterranei raggiungono attualmente l’obiettivo “buono” come richiesto dalla Direttiva Acque (2000/60/CE), la normativa europea nata per impedire il deterioramento dello stato dei corpi idrici dell’Unione europea. Tutti gli altri sono rimandati al 2021 o al 2027.

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