E’ giorno di sciopero al magazzino Iper di Soresina, dove 170 operai protestano contro il rischio di licenziamento. La proprietà infatti sta considerando l’opportunità di spostare la logistica in provincia di Bergamo. Si tratterebbe di una scelta strategica gravida di conseguenze, perché i Tir dell’Iper scaricano e caricano proprio a Soresina, da dove partono per rifornire numerosi supermercati della Lombardia e dell’area Adriatica. Oggi invece i camion ripartono vuoti, per il rifiuto dei facchini di eseguire il carico. Dopo anni di lotte dei lavoratori i salari sono saliti, ma la precarietà è tutt’altro che superata, come spiega il sindacalista dell’Usb Riadh Zaghdane. L’iniziativa di lotta è di tutti i lavoratori, ed è supportata da diversi sindacati. Il costo complessivo del lavoro è molto basso, rispetto ai prezzi delle merci e dei trasporti, eppure non esistono tutele sufficienti: si prepara infatti una nuova legge nazionale. Sarà questo quindi uno dei primi casi di cui si occuperà il nuovo prefetto di Cremona Vito Danilo Gagliardi, fresco di nomina da parte del consiglio dei ministri, ex questore di Venezia. Per gli addetti di Soresina intanto sono ore d’ansia e di preoccupazione. Il Comune di Soresina aveva puntato vent’anni fa, per favorire la crescita occupazionale, sullo sviluppo dell’area industriale, programmando una nuova superstrada di collegamento fra il Bresciano e la Paullese. L’infrastruttura però non è mai stata costruita e gli effetti negativi potrebbero farsi sentire proprio ora. Il magazzino, i cui scaffali oggi si andavano già svuotando, non sarebbe più usato come deposito di carico e scarico ma come stoccaggio di prodotti della zona, secondo la domanda del mercato. La manodopera è un piccolo mondo assai variegato, fra immigrati, italiani, europei dell’est, e c’è anche chi celebra il Ramadàn in magazzino, facendo sciopero e digiuno. All’esterno, nel parcheggio, si vedono alcuni camionisti che lavorano per i padroncini che gestiscono l’ultimo miglio: arrivati questa mattina, non possono far altro che ripartire con il camion vuoto, dopo ore di attesa.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata