Vescovato (CR) Giorno di sciopero al macello Prosus di Vescovato, dove il sindacato Usb contesta il licenziamento di 28 operai e impiegati precari, chiedendo che vengano di nuovo reintegrati. Ce n’è bisogno, perché i ritmi e i tempi di lavoro sono particolarmente pesanti, come fa notare il sindacalista Usb Roberto Montanari. Si arriva fino a 12 ore al giorno, spesso però con contratti a tempo, che nel caso dei 28 non sono stati rinnovati. E’ l’effetto delle norme italiane che privilegiano la flessibilità, come il Jobs Act, e che nell’azienda di Vescovato penalizzano in particolare gli immigrati. Per loro la Usb chiede l’assunzione secondo il contratto specifico dell’attività effettivamente svolta. Oggi chi ha avuto il contratto come facchino si ritrova a fare il macellaio, lavorando con il coltello nel reparto di macellazione, e dovrebbe quindi essere inquadrato come alimentarista e ricevere l’indennità per l’esposizione al gelo. Questi dovrebbero essere diritti riconosciuti a tutti, e invece sono diventati un privilegio riservato per lo più agli operai italiani, che guadagnano di più e sono rappresentati da Cgil, Cisl e Uil. E’ una sorta di apartheid che l’Usb segnala da mesi a Vescovato, dove ci sono immigrati al lavoro da diversi anni, con lo stesso contratto d’ingresso che avevano al momento dell’assunzione, quello del settore servizi, senza alcuno scatto. Si vedono così operai che pur avendo moglie e figli a carico, in famiglie monoreddito, tirano avanti con 1.500 euro. Diritti che, come il pagamento delle pause, non sono per ora riconosciuti dalla ditta, che neppure utilizza la timbratura elettronica dei cartellini e anzi segna il tempo di lavoro. I dipendenti precari non vengono tra l’altro assunti dalla Prosus, bensì da alcune cooperative e dall’interinale, che pure forniscono la metà della manodopera all’azienda stessa, ovvero 150 addetti su 300 in tutto. La vertenza sindacale, iniziata nell’autunno, non ha fatto passi avanti: l’Usb vuole trattare con la Prosus, non solo con le cooperative. La prossima occasione di confronto fra le parti sarà l’incontro in Prefettura di mercoledì prossimo. Oggi hanno scioperato, per solidarietà con i colleghi di Vescovato, anche gli addetti del macello Pini di Casalbuttano.

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