Una lunga attesa quella di ieri sera per l’arrivo in piazza Roma a Cremona del ministro Matteo Salvini. La piazza era stracolma di fedelissimi e curiosi per l’uomo forte del momento, amato e odiato, che ha fatto delle politiche anti migranti e del decreto sicurezza la forza della Lega. Centro storico blindato, strade chiuse, varchi controllatissimi hanno portato qualche disagio. Le misure di sicurezza imposte per l’arrivo del vicepremier non hanno risparmiato neppure la stampa. “Prima gli italiani, porti chiusi e sì alle grandi infastrutture”, sono gli slogan lanciati dal palco dal vicepremier arrivato a Cremona con l’obbiettivo dichiarato di strappare l’asse lombarda che comprende Cremona dalle mani della sinistra. Ma non è mancata la protesta, a cominciare dal sito della lega hackerato con un Nettuno con il volto di Salvini, per concretizzarsi nel presidio che si è svolto in corso Campi, tra gli schieramenti delle forze dell’ordine. Qui Salvini non era il benvenuto. La presenza del ministro dell’Interno è stato un’occasione per la cremonese, Chiara Faliva, che ha approfittato per chiedere l’impegno nel proseguimento delle indagini per far luce sulla scomparsa del fratello Angelo, dieci anni fa dalla nave da crociera Coral Princess in viaggio da Aruba a Cartagena, per cui la Procura ha chiesto l’archiviazione.

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