Brescia L’indagine della procura di Brescia era partita nel 2015 ed ora, il foreign fighter italo-marocchino che ha combattuto prima con le milizie vicine ad Al Qaeda e successivamente con l’Isis è stato arrestato in Siria dalla polizia italiana. L’uomo è arrivato nel nostro Paese nella serata di ieri accompagnato dai vertici della Digos di Brescia che hanno condotto l’indagine. Il giovane, nato a Gavardo, nel Bresciano, ha vissuto in Italia fino a 16 anni sopratutto nelle province di Mantova e Cremona. Poi il trasferimento con la famiglia in Germania. Sul 25enne pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo. Samir Bougana aveva raggiunto i teatri di guerra nel 2013 partendo dalla Germania, dove si era trasferito e dove si era radicalizzato entrando a contatto con ambienti integralisti islamici. E sono state proprio le autorità tedesche ad inviare una segnalazione all’Antiterrorismo della Polizia: gli agenti di Berlino avevano iniziato infatti ad indagare sulla moglie di Bougana, una donna di origine turca che si era trasferita anche lei in Siria. La coppia ha avuto tre figli, nati tutti e tre durante il conflitto. Sono così partite le indagini prima della Digos di Mantova e poi di quella di Brescia, che hanno portato all’arresto di oggi. Un’operazione resa possibile grazie anche alla stretta collaborazione con l’Fbi e al contributo degli uomini dell’Aise, l’Agenzia per la sicurezza esterna, e della Farnesina: sono stati infatti gli americani a tenere i contatti con le forze curdo-siriane alle quali Bougana si era arreso ad agosto 2018. “È accusato di partecipazione all’attività terroristica dell’Isis ed è il primo foreign fighter italiano che voleva tornare in Italia dopo aver combattuto per l’Isis” ha detto il procuratore di Brescia Carlo Nocerino che ha aggiunto “abbiamo le prove che si è radicalizzato in Germania e attraverso internet. Si è addestrato militarmente nella Siria del nord in una sorta di comunità dei foreign fighters denominata “La casa dei tedeschi” perché comprendeva foreign fighters europei, in particolare tedeschi”. Il sostituto procuratore di Brescia Erica Battaglia titolare dell’inchiesta sull’arresto ha spiegato durante la conferenza stampa che le accuse nei suoi confronti sono state avvalorate da un giudice. “Bougana ha sempre reso dichiarazioni che hanno confermato il quadro accusatorio anche attraverso interviste alla stampa” ha precisato il magistrato bresciano. “Ha spiegato di essere stato quattro anni nello Stato islamico. Era indagato dalle autorità italiane prima che venisse arrestato dai curdi. Ora – ha aggiunto il pm – ci potrà spiegare le tecniche di addestramento che potranno esserci utili per nuove indagini”.

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