“Odio mia figlia, metto il veleno nel suo mangiare. La scimmia è un grosso problema”. Sono agghiaccianti le parole proferite dalla mamma di una bimba di soli quattro anni, vittima di violenze in famiglia. A porre fine all’incubo sono stati gli agenti della Polizia Locale di Milano che hanno arrestato marito e moglie, entrambi di 29 anni e di nazionalità egiziana per maltrattamenti e lesioni gravi nei confronti di una dei cinque figli, di quasi quattro anni, disabile. L’ipotesi degli agenti è che le violenze andassero avanti da tempo, come dimostrerebbero le fratture multiple pregresse ritenute “di dubbia natura” e accertate sulla piccola. Il fermo è stato eseguito venerdì scorso. I genitori l’appellavano “scimmia”, come emerge dalle intercettazioni registrate. In alcune conversazioni, i due propongono di soffocarla, annegarla o avvelenarla. Un disprezzo totale per la bambina la cui unica colpa è avere una disabilità cognitiva. La coppia di 29enni egiziani è stata arrestata venerdì scorso appena salita assieme agli altri 4 figli (dall’uno e mezzo agli 8 anni) su un autobus partito dalla stazione Centrale per raggiungere l’aeroporto di Malpensa, dove avrebbero preso in serata un volo di sola andata per l’Egitto. La coppia è in Italia dal 2010 e vive in un alloggio abusivo nel quartiere San Siro, nella zona Nord Ovest di Milano. L’uomo è muratore mentre la moglie è una casalinga che accudiva i bambini. Le indagini sono iniziate a metà maggio, quando il padre ha accompagnato la figlia all’ospedale Fatebenefratelli per un dolore al braccio che, a suo dire, era stato causato da una caduta accidentale da un divano. I medici però si sono accorti attraverso una radiografia che la piccola aveva una frattura scomposta con una calcificazione in corso e risalente a 3-4 settimane prima. Il 17 maggio, due giorni dopo il ricovero, la struttura ha avvertito gli investigatori dell’Unità tutela donne e minori della polizia locale che hanno attivato le intercettazioni dalle quali sono emersi i piani della coppia. Per questo gli agenti hanno monitorato i genitori impedendo loro di farle del male in corsia.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata