Si è tenuto ieri negli uffici della Procura di Brescia l’interrogatorio di Giovanni Erra, condannato a 30 anni di carcere per il delitto di Desiree Piovanelli, uccisa a 14 anni nel 2002 a Leno, nel Bresciano. Erra era l’unico adulto di un gruppo composto anche da tre minori all’epoca dei fatti. Tutti sono stati condannati in via definitiva e i minori dell’epoca hanno scontato la pena. L’interrogatorio di Erra rientra nella nuova inchiesta che la procura di Brescia sta facendo dopo l’esposto presentato un anno fa dal padre della vittima, convinto che dietro il delitto di Desiree ci sia un giro di pedofilia e un mandante ancora libero. Nella nuova indagine della procura, aperta per omicidio, non ci sono al momento indagati. Erra è arrivato in Procura dal carcere di Bollate da dove sta lavorando alla revisione del processo. L’uomo si è detto assolutamente estraneo a qualsiasi giro di pedofilia che è l’aspetto sul quale verte la nuova inchiesta, come hanno ribadito i suoi avvocati Antonio Cozza e Nicodemo Gentile lasciando il tribunale dopo due ore di interrogatorio. Erra ha risposto a tutte le domande del pm e respingendo le accuse di pedofilia ha anche affermato però di non sapere se dietro il delitto possa esserci stata questa ipotesi. La Procura bresciana con il pm Barbara Benzi intende riascoltare anche i tre minori all’epoca dei fatti, condannati in via definitiva e tornati liberi dopo aver scontato la pena. Si è detto molto soddisfatto dell’apertura della nuova inchiesta da partew della Procura di Brescia Maurizio Piovanelli, il padre di Desiree, a commento dell’interrogatorio dell’unico maggiorenne del gruppo che uccise la 14enne. Piovanelli si è infatti detto convinto che proprio Erra potrà aiutare a chiarire ciò che della vicenda resta ancora oscuro, nella convinzione che quanto accaduto a Desiree sia da inquadrare in un contesto di prostituzione minorile e che dietro all’omicidio ci sia un movente differente rispetto a quello emerso dagli atti della prima inchiesta. Anche secondo il legale della famiglia Piovanelli, l’avvocato Alessandro Pozzani, Erra sa se quel giorno c’erano altre persone nella Cascina Ermengarda dove è stata uccisa Desiree. Agli atti della nuova inchiesta ci sono due tracce biologiche già individuate 17 anni fa, sul giubbino della vittima e su un fazzoletto, che hanno un profilo genetico diverso rispetto ai quattro condannati, ma che mai sono state associate ad un dna certo.

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