Cremona. Volantini contro l’Iper messi sui parabrezza delle auto in sosta, per lanciare il boicottaggio e chiedere la solidarietà e l’aiuto dei consumatori. I facchini del magazzino di logistica di Soresina si sono recati in un’altra sede Iper, al centro commerciale CremonaPo, per colpire al cuore gli interessi dell’azienda che ha deciso di licenziare 170 facchini, per riassumerne altrove al massimo una decina. Il volantino parla chiaro: “Da tre settimane ci troviamo in una condizione di assoluta disperazione e rabbia per colpa di Finiper”, e denuncia il fatturato miliardario della holding che controlla magazzini e supermercati dello stesso marchio. La richiesta che i facchini licenziati fanno ai consumatori è “boicottare qualsiasi prodotto in vendita nella linea di supermercati”. La politica tace e le istituzioni lasciano fare, a eccezione dei comunicati di Alberto Madoglio di Alternativa comunista, già candidato sindaco a Cremona, e di Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana. Negli anni scorsi, come ricorda Massimiliano Donadelli del Si.cobas, i lavoratori del magazzino soresinese sono stati regolarizzati, grazie alle lotte sindacali, applicando diritti trascurati per anni. Finiper ha scelto però di trasferirsi a Casirate d’Adda, vicino a un casello autostradale, per ridurre le spese di trasporto e il costo del lavoro. Finiper può ora licenziare tutti quanti, per assumere un centinaio di facchini più giovani, bisognosi di lavoro, cui sarà dato un contratto multiservizi, molto meno remunerativo del contratto logistica. La protesta di ieri ha dato un primo risultato: oggi pomeriggio l’Iper ha chiesto ai sindacati un incontro ufficiale a Milano, mercoledì mattina per discutere un accordo. Paolo Zignani

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