Altro sfratto e altra assegnazione di un alloggio Aler in deroga alla graduatoria, in via Borroni, una laterale di via Persico, a ruota con l’altra deroga concessa a un nucleo familiare in via Aglio. L’emergenza abitativa non si ferma e i servizi sociali sono costretti a correre ai ripari ancora una volta. I pareri della commissione comunale tecnica, che esamina queste richieste, risalgono all’ultima decade di maggio e sono stati positivi. Lo stesso Piano di zona dei servizi sociali del distretto dei 47 Comuni del Cremonese, approvato dall’assemblea dei sindaci all’inizio di quest’anno, conferma la difficoltà creata dall’aumento di persone vulnerabili e prevede nuovi stanziamenti per un totale di 7 milioni di euro nel biennio ‘19-’20, e in particolare 60mila euro per l’emergenza abitativa. Il Comune di Cremona, nel 2014, ha dovuto aumentare la quota di alloggi riservati ai casi limite, come gli sfratti o la violenza sulle donne, dal 20 al 25%. La grave crisi economica che ha colpito Cremona una decina di anni fa, in seguito alla recessione internazionale, non si è ancora conclusa e gli effetti pesano. Appena il tempo di insediarsi, per il nuovo assessore Rosita Viola, che la dirigente delle Politiche sociali Eugenia Grossi ha dovuto approvare la seconda tranche di spesa, 20mila euro, per evitare il distacco di alcune utenze energetiche di Linea Più, grazie all’accordo di collaborazione approvato dal Comune due anni fa. L’amministrazione eroga dei buoni, paga la bolletta a Linea Più, per poi rivalersi sull’utente in difficoltà concedendo una rateizzazione.

Il sistema però non è mai cambiato, dato che il funzionamento sia dell’inceneritore che della centrale a biomasse legnose ha ancora effetti negativi sugli inquilini delle case popolari. Il sistema di teleriscaldamento è stato duramente criticato da diversi inquilini, perchè i costi della dispersione sono ricaduti a lungo anche su chi ha abbandonato il teleriscaldamento collegato all’inceneritore. La fornitura di teleriscaldamento e gas centralizzato, erogati da Linea Green ai condomini nel 2015, ricade infatti su tutti quanti, tramite la ripartizione dei costi all’interno delle spese condominiali. Il Comune batte casse e chiede a tutti quanti, complessivamente, 73mila euro.

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