Cremona. Torna lo spettro del revamping dell’inceneritore, già agitato una decina di anni e poi tenuto vivo durante l’amministrazione Perri. Il candidato sindaco del centrodestra Carlo Malvezzi ieri, nell’ultimo confronto pubblico con Gianluca Galimberti, ha ricordato uno studio scientifico che considerava l’opportunità di una ristrutturazione e del potenziamento della capacità dell’impianto. Una frecciata a Galimberti, che invece di mantenere la promessa di dismissione ha promosso la vendita del patrimonio di Lgh, combustore compreso, ad A2A. Malvezzi ha avuto buon gioco nell’attaccare il rivale, per poi ricordare che esiste uno studio scientifico che prevede il potenziamento dell’impianto che oggi ha due linee. Il riferimento è allo studio del consorzio Leap, che ha tra i suoi soci A2A, studio presentato all’inizio del quinquennio del centrosinistra. Nel riepilogo si considerano tre scenari: la prosecuzione dell’attività, cui aggiungere il trattamento meccanico biologico, per un costo di 177 milioni, oppure un trattamento meccanico biologico in grado di sostituire l’incenerimento, con un costo di 181 milioni, e poi la possibilità di costruire un nuovo combustore, per un risparmio di 13 milioni, sempre allo scopo di far fronte a una produzione di rifiuti in aumento. Inoltre, il piano di dismissione avrebbe dovuto prevedere un’accelerazione del piano d’ammortamento fra 2018 e 2024, in modo da accantonare i risparmi necessari per pagare la dismissione, considerando anche la fine del lucro. Attualmente, A2A prevede investimenti consistenti per potenziare l’inceneritore di Lomellina, mentre per Cremona non si prevedono novità. L’impegno di A2A è di valutare che fare nel 2024, se dismettere, potenziare o sostituire l’impianto di San Rocco. Da parte propria, Gianluca Galimberti ieri sera non ha fatto altro che ricordare l’opportunità di ridurre ulteriormente la quantità di rifiuti indifferenziati destinata a San Rocco, 10mila tonnellate annue da Cremona. Qualche anno fa il dato era più alto: 14mila tonnellate. Non ci sono però prospettive certe di dismissione: il destino dell’inceneritore dipende dalla volontà di A2A. Il Comune, che nell’era di Lgh era azionista così forte da condizionare qualunque maggioranza, ora, all’interno di A2A, non ha voce in capitolo. Paolo Zignani

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