Cremona. Strutture ricettive, musei, Infopoint: sono loro a fornire i dati che vanno a fotografare un’immagine il più possibile completa del turismo cremonese. Tra quelli che emergono, i più rilevanti riguardano l’aumento delle strutture ricettive, che fanno segnare un +18 rispetto all’anno precedente e i visitatori, con gli arrivi pari a un +7% e i pernottamenti a un +5%. Il dato che rimane invariato, invece, è quello della permanenza media, che è di uno 1,7 giorni. Resta dunque un turismo mordi e fuggi quello della città del Torrazzo, principalmente legato al fine settimana e soprattutto agli eventi in programma. Per quanto riguarda gli “arrivi”, nel 2018 i clienti arrivati nelle strutture provinciali sono stati 221.891: il 61% italiani e il 39% stranieri. Anche i pernottamenti nel 2018 sono complessivamente aumentati del 5%, un aumento dovuto soprattutto ai cittadini stranieri (che fanno segnare un +12%). I clienti stranieri provengono per la maggior parte dalla Cina (40%) e, a seguire, dalla Germania (9%) e dalla Francia (8%). Il 74% dei clienti cinesi registrati a livello provinciale, hanno soggiornato una sola notte in una struttura del casalasco utilizzata come tappa intermedia per viaggi organizzati in Italia o in Europa. Per quanto riguarda le provenienze dall’Italia, nel 2018 quasi la metà dei clienti proviene dalla Lombardia (42%) e, a seguire, dall’Emilia Romagna, dal Veneto e dal Piemonte, a conferma che il turismo di Cremona è soprattutto un turismo di prossimità. Rispetto all’anno 2017 le regioni di provenienza dei clienti italiani non sono variate e l’aumento degli arrivi del 3 % si è registrato soprattutto per la Lombardia.

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