Cremona Tra via dei Bombici e via Flaminia i lavori della Findonati hanno già preso il via, per concludere dopo quattro anni di polemiche, osservazioni, proteste, petizioni e raccolte di firme l’intervento urbanistico più contestato degli ultimi anni. Le ultime critiche vengono dall’amministrazione provinciale, che da una parte riconosce la compatibilità del progetto con il piano territoriale, dall’altra però dà prescrizioni e impone integrazioni, poiché nel dossier di via Flaminia mancano documenti. Per l’ente Provincia c’era bisogno di una verifica, perché il cantiere sta per cementificare migliaia di metri quadrati di prato verde ai confini tra la città e la campagna, non lontano dai siti della rete protetta Natura 2000. La delibera provinciale, firmata dal vicepresidente Rosolino Azzali e dal vicesegretario Antonello Bonvini, conferma le prescrizioni date dal settore Ambiente e territorio il 21 febbraio scorso. Risulta quindi l’obbligo di mantenere, e non abbattere, l’alberatura ornamentale in un’area che non è chiaro se faccia parte o no del piano attuativo di via Flaminia. Sorgeranno però appartamenti con ampi terrazzi in una serie di piccoli condomini di soli due piani. Altro obbligo imposto dall’ente Provincia è la tutela di un lembo di 800 metri quadrati di vegetazione arborea spontanea, che andrebbe riqualificata e ampliata. Esiste poi un bosco, che però sulle mappe del Comune di Cremona non è indicato, anche se andrebbe protetto da vincoli. Critiche del settore ambiente, poi, per la mancanza di uno di uno studio geologico, vista la presenza di un corso d’acqua nell’area interessata dai lavori. Viene poi raccomandata un’attenta valutazione in modo da preservare l’equilibrio idraulico e idrologico esistente. Sono osservazioni simili a quelle lanciate da Italia Nostra, da Salviamo il Paesaggio, Legambiente, dal M5S e dal gruppo di cittadini che ha raccolto centinaia di firme per fermare la cementificazione, in una zona adatta al relax e alle passeggiate a piedi o in bicicletta. La prima amministrazione Galimberti, però, ha accolto anche il progetto che consentirà alla cooperativa Lae di costruire la propria sede sull’altro lato della strada, eliminando quasi del tutto anche gli spazi verdi lasciati dall’amministrazione Perri. 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata