Maxi sequestro al capo ultras del Milan

E’ la prima applicazione in Lombardia di una misura di prevenzione patrimoniale per un esponente delle tifoserie organizzate. Il provvedimento è della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Milano ed è stato eseguito dalla Divisione Anticrimine della Questura di Milano: oltre al complesso immobiliare, di recentissima costruzione, e alla gestione del locale, il sequestro riguarda anche un’auto di grossa cilindrata e dei conti correnti. Sulle polemiche nate nel dicembre scorso per le foto che ritraevano in pubblico Lucci e Salvini mentre si stringevano la mano, il ministro, subito dopo, disse che era la prima volta che lo incontrava spiegando che certo non si sarebbe fatto fotografare con lui se avesse saputo dei suoi precedenti penali. Nelle 73 pagine del provvedimento i giudici ripercorrono il curriculum criminale di Lucci, già destinatario di vari Daspo e che nel settembre 2018 patteggiò un anno e mezzo in un’inchiesta milanese su due traffici di droga e che era stato anche condannato in passato per l’aggressione a un tifoso interista. I giudici, basandosi sulla proposta di misura di prevenzione avanzata dalla Questura milanese, mettono in luce la sua “pericolosità sociale spiegando che il capo ultrà, “soprannominato ‘Il Toro’, è conosciuto alle forze di polizia principalmente per la sua partecipazione ad episodi violenti legati al mondo degli ultras, con particolare riguardo alla tifoseria organizzata del Milan, essendo il leader del gruppo ultras denominato Curva Sud. In più, il suo nome è comparso “in diverse indagini come soggetto implicato nel traffico di sostanze stupefacenti gestito dalla criminalità organizzata, essendo stato più volte segnalato quale affidabile ‘intermediario’ ovvero acquirente di grossi quantitativi riservati alla vendita al dettaglio. Infine, vengono evidenziati anche i suoi rapporti con un soggetto avente legami di parentela con famiglie della criminalità organizzata di origine calabrese attive in Lombardia.