Piacenza. Sarebbe già stato ascoltato l’unico iscritto nel registro degli indagati per turbativa d’asta: si tratterebbe di un dirigente del Comune di Piacenza. Le altre persone ascoltate farebbero parte della commissione degli appalti in questione. Tutto è cominciato con il blitz di mercoledì da parte della Guardia di finanza e della Polizia locale a palazzo Mercanti e nella sede dei lavori pubblici. Le Fiamme gialle, su mandato della procura, avrebbero acquisito gli atti relativi alla gestione del verde pubblico, finita nell’occhio del ciclone per i ritardi e l’assegnazione degli appalti. Lo stesso appalto era stato aggiudicato in forma definitiva alla RTI costituita dalla cooperativa Cuore Verde di Cremona, Suardi srl, Riva Giardini e Bergamelli, per un importo contrattuale di 1,8 milioni di euro, con un ribasso del 26,33% sull’importo a base d’asta, ottenendo dalla somma dell’offerta qualitativa con quella economica un punteggio complessivo di 98,00 su un massimo di 100. Il tema del verde era finito di recente al centro di aspre polemiche dopo l’incuria e l’abbandono di alcuni quartieri e parchi cittadini. In attesa di ulteriori sviluppi, sembra che l’input alle indagini possa essere venuto da un esposto pare proveniente dall’amministrazione. Ma sull’intera vicenda vige ancora il riserbo più stretto.

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