Sciopero dei metalmeccanici a Milano: 2mila posti a rischio

Oggi a Milano ha sfilato il corteo dello sciopero generale dei metalmeccanici dal concentramento di Porta Venezia a Milano e ha visto, secondo gli organizzatori, la partecipazione di circa 30mila persone. Ad aprire la manifestazione di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil lo striscione ‘Futuro per l’industria’. Il segretario della Fim Marco Bentivogli ha chiuso la manifestazione con un intervento in piazza Duomo. Al suo fianco la ex segretario Cgil Susanna Camusso e il segretario della Cgil (ed ex leader delle tute blu della Fiom) Maurizio Landini.‎ “Il Governo in questa permanente campagna elettorale fa un po’ come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave‎”: è il paragone che Bentivogli ha usato per descrivere la situazione attuale e le scelte del governo che – ha detto –  in un anno e due mesi sta mortificando l’ Italia con i condoni fiscali,  sussidi e con la fine degli investimenti sulla industria, mentre invece bisogna  far ripartire il paese con equità e giustizia. Affondi anche sul Mise, divenuto secondo Bentivogli un luogo fantasma, dove si convocano per inerzia le parti ma non si trova mai nessuna soluzione. “Quella di oggi è stata la grandissima risposta dei metalmeccanici all’assenza del Governo e alla sua incapacità di incidere nelle politiche industriali”. Il segretario generale della Fim Cisl Lombardia, Andrea Donegà, a margine della manifestazione ha invitato il governo a mettere al primo posto gli investimenti su industria e lavoro, scongiurando declino industriale e sociale. I metalmeccanici – afferma- hanno dimostrato di non cascare nel tranello di fermarsi agli slogan populisti senza misurare le conseguenze delle iniziative politiche nella vita di tutti i giorni. Lo sciopero di 8 ore delle tute blu, indetto per oggi, voleva richiamare l’attenzione della politica e del governo su una situazione che si sta aggravando, per il settore, che oggi conta oltre 2mila posti a rischio. L’industria metalmeccanica lombarda, poi, si trova in una fase molto delicata, dal momento che c’è un aumento della richiesta della cassa integrazione, concomitante con l’avanzata della crisi. Molte sono le aziende per cui non è più possibile fare ricorso agli ammortizzatori sociali e che, finite il ricorso alla cassa integrazione, rischiano di dover ricorrere a licenziamenti collettivi.