L’incontro informale che si è tenuto stamattina a Milano nello studio dell’avvocato Falasca tra parti sociali e vertici aziendali della Finiper non ha consentito di fare passi avanti. Un gruppo di facchini del magazzino di logistica di Soresina è stato aggiornato da Roberto Montanari (Usb), mentre altri fanno riferimento al sindacato Si.cobas, che si è incontrato separatamente con i dirigenti della holding che controlla la logistica. Montanari ha di nuovo condannato le violenze compiute dalle forze dell’ordine contro i manifestanti sabato, e ha riferito la proposta di Finiper, disposta a riprendere non più di 10 dei facchini in via di licenziamento formale, per versare un indennizzo economico agli altri 160, che perderebbero dunque il posto di lavoro. L’azienda si è dichiarata scontenta del fornitore di servizi Target, e intende avvalersi di un altro fornitore, cioè di un’altra cooperativa, probabilmente presso il magazzino di Casirate d’Adda, nella bassa Bergamasca. A ciascun operaio, ora, toccherà la scelta personale, se accettare l’indennizzo oppure continuare a lottare. L’Usb ha invitato gli operai di Soresina a firmare una dichiarazione di disponibilità a proseguire il lavoro presso la nuova sede scelta da Finiper, per indurre l’azienda ad applicare l’articolo 42 del contratto nazionale della logistica, la cosiddetta clausola sociale. Inoltre il sindacato Usb si riserva di intraprendere un’azione legale contro Finiper. Proseguiranno poi nuove iniziative di lotta e di protesta. Profonda indignazione tra gli operai per le parole del manager di Finiper Ugo Tutino, riferite dal sindacalista: quei lavoratori lì stanno seduti sui carrelli e non lavorano. Massimiliano Donadelli, del Si.cobas, a propria volta prosegue la lotta: l’incentivo all’esodo, ancora non precisato da Finiper, non è altro che una svendita al minimo prezzo. Gli operai iscritti al Si.cobas vogliono anch’essi continuare a lavorare. L’obiettivo, a questo punto, è battersi fino a indurre l’azienda a sottoscrivere un accordo verso la fine del mese. Nel frattempo, i licenziamenti potranno essere formalizzati entro un giorno o due.

Paolo Zignani

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