Cremona Il prossimo incontro fra Danilo Dilda, coordinatore della sezione Ona onlus di Cremona, e il nuovo assessore all’ambiente Simona Pasquali, non riserverà sorprese: la battaglia contro l’amianto non conoscerà tregua né ripensamenti nel passaggio di consegne fra l’una e l’altra amministrazione Galimberti, dopo anni di ordinanze. Lo dimostrano i lavori di risanamento presso la scuola media Virgilio di via Trebbia, dove sarà rimosso il pavimento in vinil amianto che ancora permane nella palestra. Saranno spesi complessivamente 120mila euro, utilizzando un contributo del ministero dello sviluppo economico. Più difficili gli interventi sui siti di proprietà privata, come in via Sammachini, dove per anni una residente ha dovuto convivere con il tetto in eternit degradato di un garage di una vicina attività produttiva. L’imprenditore ha manifestato la disponibilità a iniziare la bonifica entro fine mese, per evitare il rischio che in caso contrario scatti l’azione penale. In via Bissolati l’assedio ai siti contaminati dalla fibra killer continua: il capannone interno all’ex caserma Manfredini è stato bonificato, e anche l’edificio all’angolo tra via delle Foppe e via Bissolati è stato liberato dalla copertura di eternit, che giaceva, per quanto fatiscente, sopra un tetto interno, non visibile dalla strada, ma soltanto dagli appartamenti al secondo piano, dai quali erano partite segnalazioni corredate da fotografie all’Ona onlus. L’Osservatorio nazionale amianto, va ricordato, a Cremona è riuscito a imprimere un’accelerazione alla guerra contro l’eternit, che ancora si trova in circa 6mila siti del territorio provinciale, secondo il censimento dell’Ats. In via Rosario la bonifica ha ripulito il magazzino Arvedi, in cattive condizioni, mentre anche il tubificio prosegue il risanamento, dopo le richieste dei cittadini e dell’Ona onlus. E’ stato bonificato in via Mantova, inoltre, un capannone agricolo: la pressione dell’Ona onlus infatti si rivolge anche alle aziende agricole. Secondo le stime gli anni più difficili, per il numero di casi di malattia correlati all’esposizione da amianto, possono essere i prossimi, imminenti, a causa del lungo periodo di incubazione.

Paolo Zignani

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