La denuncia è partita dagli inquilini dei caseggiati Aler del Giambellino, dove già ci sono cantine sigillate con l’avviso di “pericolo amianto” che sono state riempite di macerie. E’ vero, anche i muri di certe case sono scrostati, anche se certi cortiletti sembrano ben tenuti ma quello che spaventa gli abitanti della zona riguarda certi angoli di alcuni cortili, dove ci sono sacchi di amianto, coperti da un telo bianco e transennati. E sono lì da mesi ormai, a cielo aperto. Saranno anche chiusi, ma le scritte che avvisano del pericolo che potrebbero creare non lasciano tranquilli gli inquilini. Perché se sbriciolato, l’amianto si libera nell’aria con tutta la sua pericolosità e quindi, quei sacchi, non dovrebbero proprio restare esposti agli agenti atmosferici come ora. Ma i problemi non finiscono qui: in alcuni palazzi vicini, in particolare nelle cantine, le tubature che erano coibentate in amianto, sono state bonificate, ma molte macerie sono rimaste lì. Non solo: molte porte sono state divelte e certi locali sono stipati fino al soffitto, tanto da far pensare che non si tratti di un accumulo disordinato, ma di qualcosa di diverso. Stessa musica, o forse ancora peggio, in un’altra palazzina dove, già soltanto scendendo nelle cantine, si sente un odore asfissiante e poi, i pavimenti, sono al limite della praticabilità. Pare che qualcuno, scendendo, si sia pure sentito male. Ci sono liquami e macerie in diversi vani che, un tempo, erano usati dagli inquilini. Alcune cantine sono addirittura blindate, sempre con l’inquietante scritta sul pericolo derivante dall’amianto. Oltre ad una questione di rifiuti, però, si tratta in realtà anche di una questione di salute di fronte a cui ci vorrebbero più controlli anche sui lavori.

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