Arginare il bullismo con seri programmi di prevenzione, l’impegno delle famiglie e con sanzioni eque. E’ questa la ricetta basica per un’azione efficace davanti alle azioni di sopraffazione e violenza che nascono e si alimentano negli ambienti giovanili, spesso non riconosciute, non affrontate o non denunciate. Ne è convinta la presidente del Criaf – Centro di riabilitazione infanzia, adolescenza, famiglia- di Cremona, dopo i fatti che hanno portato i carabinieri a sgominare la baby gang che organizzava risse e pestaggi in città, attraverso la pagina Istagram “cremona.dissing”. L’ultima eco di questa brutta storia, è nella denuncia della mamma di una ragazza 14enne, bullizzata dal gruppo e derubata del cellulare.

Sette arresti e 18 denunce per estorsione, aggressione, rapina e spaccio di stupefacenti è l’esito dell’inchiesta che ha portato alle disposizioni del tribunale di Cremona e del Tribunale dei minori di Brescia, ma la storia non è finita. Resta il dopo, per le vittime, le famiglie e anche per i responsabili. Gli strumenti ci sono, basta conoscerli e usarli. A partire dalle scuole, dove sono attivi gli sportelli e dove vengono organizzati corsi di formazione per i docenti. Il Criaf con l’Ufficio Scolastico regionale ha approntato un vademecum con regole contro il bullismo e per navigare sicuri in internet.

Serve poi l’apporto fondamentale delle famiglie nel monitorare l’uso dei cellulari e intervenire davanti a comportamenti si prevaricazione, anche tra le mura domestiche, o isolamento, comportamenti riconducibili ai profili del bullo e della vittima.

Susanna Grillo

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