Brescia, Bougana soldato dell’Isis: “non ho ucciso nessuno”

Ha risposto a tutte le domande del gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto a Canton Mombello, ma ha fornito una ricostruzione in parte diversa rispetto a quanto finora emerso. E’ tutto ciò che fa sapere Giordana Frattini, l’avvocato difensore di Samir Bougana, il foreign fighter italo-marocchino, nato a Gavardo nel Bresciano, e arrestato 4 giorni fa in Siria dalla polizia nell’ambito di un’indagine della procura di Brescia partita nel 2015. Il 25enne, che ha vissuto in Italia fino a 16 anni soprattutto nelle province di Mantova e Cremona, prima di trasferirsi con la famiglia in Germania, ha combattuto con l’Isis, dopo aver raggiunto i teatri di guerra nel 2013 partendo dalla Germania, dove si era radicalizzato entrando a contatto con ambienti integralisti islamici. Oggi è rinchiuso nel carcere di Brescia dove però nega alcune delle responsabilità riconosciutegli dalle indagini. Il difensore, che non ha voluto fornire indicazioni su quali aspetti del suo racconto il giovane abbia modificato, non ha chiesto misure alternative alla detenzione in cella. Secondo la procura di Brescia e la pm Erica Battaglia, titolare dell’indagine, Bougana militò nell’Isis, dove ha combattuto per 4 anni, aveva il ruolo di polizia per l’applicazione della Sharia. Padre di tre figli avuti durante il periodo di arruolamento, un anno fa era stato arrestato dalle forze curdo-siriane. Oggi afferma di non essere un violento e di non aver mai ucciso nessuno. Come emerge dalle dichiarazioni rilasciate dal sostituto procuratore di Brescia Erica Battaglia, le accuse nei suoi confronti sono state avvalorate da un giudice e lo stesso Bougana ha sempre reso dichiarazioni che hanno confermato il quadro accusatorio anche attraverso interviste alla stampa. Era già indagato dalle autorità italiane prima che venisse arrestato dai curdi. Secondo il pm Bougana potrebbe fornire importanti informazioni sulle tecniche di addestramento, utili per nuove indagini.