Cremona Graduatorie ingannevoli, quelle di Legambiente sui Comuni ricicloni, perché considerano criteri di valutazione non aggiornati. Succede che alcuni Comuni svettano in cima alla classifica della differenziata, Anche se conferiscono all’inceneritore, mentre chi si è sganciato definitivamente dall’impianto di via Antichi Budri, come Vescovato, non viene valorizzato. La critica viene lanciata dalla consigliere comunale Maria Grazia Bonfante, per la necessità di considerare nell’insieme le politiche ambientali, senza spezzettarle in frammenti. Ci sono scelte strategiche che hanno fatto di Vescovato un punto di riferimento non solo provinciale, dato che il bando di gara per l’assegnazione del servizio rifiuti applica principi ben diversi dal resto del territorio cremonese. Vescovato ha mantenuto la proprietà dei rifiuti, anche dopo la raccolta, in modo da poter decidere dove smaltirli, e quindi evitare gli inceneritori. Il servizio di raccolta, inoltre, è stato separato dallo smaltimento, in modo che non sia gestito dalla stessa società, in grado quindi di equilibrare i dati secondo i costi e la possibilità di incassare contributi pubblici. E’ il tradizionale difetto della differenziata, eseguita da gestori che sono proprietari di inceneritori, che tendono a far funzionare a pieno regime, anche andando a procurarsi più rifiuti speciali dalle industrie, per colmare il calo di rifiuti urbani determinato dall’aumento della differenziata. Altro fattore di cui tener conto, insiste Maria Grazia Bonfante, che fa parte dell’associazione Salviamo il Paesaggio, è il dato del recupero di materiale riciclato, senza che con ciò si intenda il recupero di energia effettuato dai termovalorizzatori premiati da contributi pubblici. Vescovato dunque ha visto crescere la differenziata dal 46 all’81%, durante il mandato Bonfante, e recupera il 95% dei rifiuti, grazie alla qualità della differenziata. Il risultato è che la Tari è la più bassa della provincia.

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