Le indagini sul ragazzo trovato senza vita nella piscina di via Sant’Abbondio sono condotte dalla polizia. Al momento tutte le ipotesi sono aperte. Non si esclude che una goliardata – un bagno notturno di amici che hanno scavalcato le mura – possa essersi trasformata in tragedia. O addirittura un bagno romantico, perché un amico della vittima ha riferito di aver sentito il 28enne la sera prima che gli aveva detto che sarebbe uscito con la ragazza. Lo stesso amico ha detto che i due volevano farsi un “bagno romantico nella piscina”. Tutto è cominciato con una chiamata al 112 nel cuore della notte, in cui una voce segnalava una persona che stava male nella piscina di via Sant’Abbondio. Ma all’arrivo dei soccorsi, alle 3.18, non c’era più nulla da fare: il ragazzo di 28 anni era già senza vita, annegato. Per entrare nella struttura è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, perché a quell’ora l’impianto era chiuso. In base a una prima ricostruzione, un gruppo di persone sarebbe entrato nella struttura senza permesso, forse scavalcando la recinzione per fare un bagno notturno in compagnia. Ma, quella che avrebbe dovuto essere una bravata si è trasformata in tragedia quando uno di loro ha accusato un malore. Gli amici, probabilmente, hanno provato a soccorrerlo senza riuscirci, così una ragazza ha chiamato i soccorsi. La stessa giovane è rimasta all’interno della struttura e ha aspettato i soccorritori che, al loro arrivo, non hanno potuto fare altro che costatare il decesso del ragazzo, in acqua solamente con gli slip. I vigili del fuoco sono intervenuti anche per recuperare la salma dall’acqua. Non risultano al momento tracce di violenza sul corpo. Il pm Giovanni Polizzi ha comunque disposto l’autopsia sul corpo del 28enne.
Si chiamava Marco Scarcella il giovane di 28 anni trovato morto la scorsa notte nella piscina comunale Sant’Abbondio, nella periferia sud di Milano. Al momento in Procura è aperto un fascicolo a ‘modello 44’, quindi con ipotesi di reato (non è ancora noto quale) ma a carico di ignoti, per consentire agli investigatori di fare tutti gli accertamenti del caso. La ragazza che nella notte ha dato l’allarme è stata sentita, così come sono stati ascoltati anche altri testimoni.

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