La protesta degli operai del magazzino di logistica Iper ha raggiunto il ministero dello sviluppo economico, che oggi attorno alle 13 ha aperto un confronto con il Si.cobas. Stamattina la manifestazione di protesta era stata organizzata proprio davanti al ministero, termine ideale di una battaglia che già da tempo chiede di ridurre gli eccessi della flessibilità. Massimiliano Donadelli e Gianluca Franciosi, del Si.cobas, chiedono al ministro Luigi Di Maio il rispetto delle promesse, ricordando altre vertenze sindacali aperte in Italia, come Italpizza e Sgp. A Soresina l’Iper, pur essendo in salute, con quattro miliardi di fatturato, può licenziare 170 persone comunicando un trasferimento di magazzino e rescindendo il contratto con l’operatore logistico, per aprire un altro magazzino a Casirate d’Adda. L’Iper infatti può acquistare manodopera mettendola a bilancio sotto la voce “beni e servizi”. Dunque a Casirate una nuova cooperativa potrà assumere con un contratto al ribasso dei facchini più giovani, con meno scatti di anzianità e meno diritti. Inoltre, il sindacato Usb ha protestato, sabato, davanti all’Iper di Gadesco, dove i facchini soresinesi hanno chiesto ai consumatori il boicottaggio dell’Iper. Sono rimasti senza occupazione, in provincia, anche i 35 addetti del Mercatone Uno di Madignano. La settimana scorsa la Regione Lombardia ha autorizzato la cassa integrazione, con l’obiettivo di far riaprire i sette punti vendita lombardi, riassumendo i 331 addetti, che diventano 1.800 su scala nazionale.

Paolo Zignani

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