Null’altro che asfalto e cemento armato, nemmeno una foglia né un ramo sono rimasti in via Bacchetta, dopo la strage dei 29 bagolari di questa primavera, motivata da un piano di riqualificazione accettato dalla maggioranza dei residenti, fra le proteste furiose degli ambientalisti, del M5S e della sinistra. I lavori di riqualificazione voluti dall’amministrazione comunale sono ancora in corso, per il rifacimento del marciapiede di via Gramsci, anch’esso a base di asfalto. Il timore che il Comune insista nella stessa direzione, riqualificando allo stesso modo altre vie, è cresciuto, al punto che si è costituito il Comitato per gli alberi di Crema, con Irene Renzi, il consigliere dei 5 stelle Manuel Draghetti, l’ex candidata sindaco Mimma Aiello, Mirko Barbieri, Pierangelo Lodetti, Angelo Valenzano, Gianemilio Ardigò e Marino Pasini. L’obiettivo è dotare la città, per la prima volta, di un regolamento municipale del verde, che dia disposizioni precise sulla manutenzione del patrimonio arboreo, evitando che si ripetano i precedenti degli ultimi anni, quando è bastato un provvedimento dell’ufficio lavori pubblici per far scattare le motoseghe in via Bottesini o varie altre strade della città. La differenza si sente, nelle giornate afose, quando imperversa l’emergenza ozono e l’ombra non si trova. L’assessore Matteo Gramignoli aveva promesso l’approvazione del regolamento, che porrà fine per sempre agli abbattimenti contestati, fra raccolte firme, controprogetti, mozioni e liti veementi in consiglio comunale. Bozze del documento però non se ne vedono e l’obiettivo rimane un mero desiderio. Nel frattempo emergono nuovi timori: l’arrivo della rete 5G si avvicina, e gli ambientalisti chiedono se è vero che gli alberi più frondosi vengono tagliati perché ostacolerebbero la trasmissione del segnale.

Paolo Zignani

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