Cremona La gang sgominata dai carabinieri di Cremona che organizzava risse e pestaggi in piazze e vie della città lombarda sulla pagina Instagram ‘Cremona.dissing’ minacciava un’intera classe di un Istituto superiore per farsi consegnare denaro. Su una chat di gruppo chiamata “1/a a meccanica”, hanno ricostruito gli investigatori, “richiedevano del denaro, dietro minacce di aggressioni, a tutti gli studenti di una classe di un Istituto scolastico superiore”. Le minacce erano proseguite anche all’esterno dell’Istituto, a bordo di un autobus di linea. Per il gip di Cremona e di quello dei minori di Brescia che hanno disposto le sette misure cautelari per i componenti del gruppo che organizzava risse e pestaggi via chat esiste “l’elevatissimo rischio di recidiva” a loro carico. Un rischio “desumibile dalle modalità e le circostanze dei fatti, gravissimi non solo oggettivamente” ma anche perché riconducibili a istinti di sopraffazione verso soggetti deboli tipici del “bullismo”. Nella pagina “Cremona.dissing”, venivano pubblicati i video delle risse, nonché  venivano  pubblicate   le   vignette   ritraenti  la   piazza   Marconi  di Cremona, assimilata ad un ring per incontri di box, con la scritta “the ring is for boy ”,  che   tradotto   significa   “il   ring   è   per   ragazzi”   e sull’immagine della predetta Piazza “This Ring is for real man” che tradotto significa “questo ring è per uomini veri”. Nel   corso   del   monitoraggio   della   chat   si   è   evidenziato   il   motivo dell’utilizzo   delle   relative   discussioni,   anche   come   “propaganda”, utilizzando ad esempio, personaggi pubblici o noti al pubblico, con la scritta “Membri di Cremona.dissing mentre aspettano il prossimo Jump”. La terminologia gergale “    Jump”, “ Jumpare”, veniva utilizzata per fare riferimento alle aggressioni messe in atto dai componenti della pagina,   sostanzialmente   Jump   ovvero   salto italianizzato in “jumpare” sta a significare “saltiamo addosso ad una persona”. Atti e frasi vergognose che hanno suscitato grande indignazione e preoccupazione da parte dei cittadini e del mondo politico. Per il senatore Simone Bossi gli episodi riportati dalle cronache di Cremona sono preoccupanti e non possono lasciare indifferenti. Una violenza gratuita, immotivata e insensata, solo per prendere qualche like in più sui social.

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