Ancora una determinazione del settore Lavori pubblici, e ancora una volta la firma del dirigente Marco Pagliarini a giustificare provvedimenti sui quali non appare la volontà politica, malgrado le insistenti pressioni del mondo ambientalista. L’allacciamento della rete di teleriscaldamento all’inceneritore e ai condomini popolari si perpetua con semplici atti amministrativi, come l’aggiudicazione della fornitura di calore allo stesso gruppo proprietario dell’inceneritore. La fornitura, per il 2019, è stata assegnata a Linea Green, che all’interno del gruppo A2A gestisce una centralina elettrica a turbogas, in via Postumia, e una centrale a biomasse legnose e l’inceneritore di via Antichi Budri. Gli abitanti allacciati alla rete di teleriscaldamento sono quasi 56mila, gli edifici più di 600, la rete a doppio tubo è di oltre 58 chilometri e continua ad estendersi. Il calore rilasciato dagli impianti produttivi, che smaltiscono rifiuti bruciandoli anziché riciclandoli, così viene riutilizzato, immesso nei tubi e irradiato negli appartamenti, in buona parte alloggi popolari, dove però il costo è di alcune centinaia di euro al mese. Il gestore del teleriscaldamento incassa, ma è il Comune che paga in caso di morosità incolpevole, dato che una parte dei cittadini allacciati ha diritto a case del Comune con canone sociale. I cittadini più poveri continuano da anni, dunque, ad alimentare le entrate della società che gestisce l’inceneritore. La chiusura dell’inceneritore sarà possibile, sempre che nel 2024 A2A lo voglia, solo dopo aver reso autonomo il teleriscaldamento, alimentandolo con altri sistemi. Su quest’alternativa però non c’è ancora alcun progetto. In aprile l’appalto per la fornitura di calore dalla rete di teleriscaldamento, che raggiunge ora nuovi edifici pubblici, fra cui diverse scuole, ha avuto un unico concorrente, con un’offerta di un milione e 600mila euro. E’ la somma che il Comune paga per ricevere calore. Negli ultimi giorni un’altra determina dello stesso dirigente ha ritoccato all’insù la spesa di 10mila euro, sempre a carico dell’amministrazione. In più, il Comune sborsa un milione l’anno per bruciare i rifiuti in San Rocco: un sistema che si perpetua nel silenzio della politica.

Paolo Zignani

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